Se l’appuntamento estivo con il festival del vino rappresenta il momento di massima visibilità e celebrazione, la vera rivoluzione di Moio della Civitella si compie nel silenzio delle altre stagioni. È qui che entra in gioco il “Progetto Autoctono”, un’iniziativa ambiziosa guidata dalla Pro Loco locale, che ha scelto di superare il concetto di evento effimero per trasformarsi in un cantiere permanente di sviluppo territoriale. L’obiettivo è chiaro: vivere il territorio, formare le persone e sostenere l’economia locale tutto l’anno.
La formazione in vigna: custodire il passato con le competenze del presente
Il recupero dei vigneti storici non può basarsi solo sulla nostalgia; richiede tecnica, studio e mani sapienti. Per questo, il Progetto Autoctono porta la formazione direttamente in campo. Attraverso l’organizzazione di corsi specifici, la Pro Loco affianca appassionati e agricoltori nei momenti cruciali dell’annata agraria. Dalle lezioni di potatura invernale, fondamentali per impostare l’equilibrio della pianta, fino alla potatura in verde primaverile ed estiva, si tramanda un “saper fare” indispensabile per preservare vecchie vigne. A questo si aggiungono i focus sugli interventi fitosanitari, per dotare chi lavora la terra degli strumenti necessari a proteggere le colture in modo consapevole e sostenibile, affrontando le sfide dei cambiamenti climatici.
Cultura del vino e Masterclass: Le cantine come nuovi spazi sociali
Parallelamente al lavoro agricolo, il progetto si muove sul fronte dell’educazione al gusto e della divulgazione. Durante l’anno, le cantine locali smettono di essere semplici luoghi di produzione per diventare veri e propri hub culturali. La Pro Loco promuove incontri, degustazioni guidate e Masterclass di approfondimento, portando esperti, enologi e comunicatori del vino a dialogare direttamente con i produttori e il pubblico. In questo modo, si eleva la percezione del vino locale, fornendo agli operatori e agli appassionati le chiavi di lettura per comprendere (e raccontare) al meglio la complessità dei prodotti identitari del Cilento.
Destagionalizzare e sostenere l’economia locale
Dietro questo fitto calendario di appuntamenti si cela una strategia di sviluppo ben precisa: la destagionalizzazione. Il Progetto Autoctono dimostra che l’entroterra non ha bisogno di aspettare il mese di agosto per accogliere visitatori. Un corso di potatura a febbraio o una Masterclass a novembre diventano potenti attrattori per un turismo di nicchia, lento, competente e altospendente. Creare un flusso continuo di attività significa garantire un respiro costante alle imprese locali – non solo aziende agricole e cantine, ma anche strutture ricettive, botteghe e ristoranti – creando un micro-indotto vitale per la sopravvivenza del borgo.
Un modello di comunità attiva
Con il Progetto Autoctono, la Pro Loco non si limita al ruolo di organizzatrice di feste, ma assume la veste di agenzia di sviluppo locale. Raccoglie le energie del paese, le mette in rete e fornisce gli strumenti per crescere. È la dimostrazione tangibile che la tutela del paesaggio e delle tradizioni, unita alla formazione continua e al sostegno alle imprese, è la ricetta più efficace per trasformare un piccolo borgo in un modello di eccellenza, vivo e vitale 365 giorni all’anno.